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Mozzarella, ecco i consigli per regolarsi e fare le giuste porzioni

DIETA E BENESSERE

Quelli che trascorriamo intorno alla tavola sono sempre momenti felici, ispirati alla convivialità e caratterizzati dal piacere di stare insieme. Preparare e offrire qualcosa di buono ai propri ospiti è il non plus ultra dell’accoglienza, qualcosa di innato che per noi italiani è reso ancora più bello dalla possibilità di gustare veri e propri capolavori culinari


Ci sono alcuni cibi che più di altri sono in grado di farci star bene e tra questi c’è senza dubbio la mozzarella nelle sue varie forme e pezzature. Sono in molti a chiedersi quale sia l’origine di questo nome così particolare, ormai riconosciuto in tutto il mondo. Siete curiosi? Deriva dalle operazioni di ‘mozzatura’, ovvero il procedimento che serve per dividere in singoli pezzi l’impasto dando poi le caratteristiche forme volta per volta desiderate.  


La mozzarella è un alimento che piace a tutti e che può essere consigliato sia ai bambini che agli sportivi e soprattutto agli anziani. È morbida da masticare e semplice da proporre in tavola, inoltre non necessariamente per essere offerto ai commensali dev’essere cucinato. Vediamo adesso alcuni consigli utili per presentare al meglio la mozzarella nei piatti o sui taglieri, soprattutto per quanto riguarda le giuste porzioni per commensale.

Il peso delle mozzarelle e come organizzarsi con le quantità

Le tavolate di amici e parenti fanno bene agli occhi e al cuore ma richiedono sempre una certa organizzazione, soprattutto bisogna definire al dettaglio le quantità dei vari ingredienti così come anche i tempi delle diverse preparazioni. Specie nel caso in cui gli invitati siano molti, viene spesso il dubbio in merito a quanta mozzarella si debba in effetti ordinare. Tenete presente che il peso medio del formato di mozzarella più utilizzato per le porzioni singole è di 100-125 grammi e regolatevi di conseguenza. A questo proposito sarà anche utile passare in rassegna il peso delle varie pezzature, in modo tale da stabilire quali tipologie di mozzarella sia più giusto scegliere anche in un’ottica di suddivisione e di distribuzione a testa. 


Ricordiamo in proposito che le pezzature più diffuse sono: bocconcini, ciliegine, nodini, treccia, classica e zizzona. La ciliegina ha un peso medio di 22 grammi, mentre il bocconcino ne pesa circa 50 (proprio come il nodino). Le mozzarelle più comuni sono quelle che pesano 125 e 250 grammi, senza dimenticare poi la cosiddetta ‘aversana’ che raggiunge il mezzo chilo. La treccia, invece, va dai 250 grammi in su. E poi si sale ancora con la zizzona di Battipaglia, davvero grande, il cui peso può raggiungere anche diversi chili. Quest’ultimo formato è spesso messo al centro durante le cene tra molti amici o durante gli happening tra colleghi, i matrimoni e gli addii al celibato ma anche in altri eventi speciali e molto partecipati. 

Come presentare la mozzarella nei piatti

Sarebbe bene esporre sulla tavola la mozzarella al suo massimo splendore, quindi evitando

di tagliarla troppo in anticipo rispetto al momento del consumo. Chiaramente come spesso avviene ci sono delle eccezioni di cui occorre tenere conto, relativamente a quei piatti che prevedono l’impiego della mozzarella nel contesto di una specifica ricetta e dunque mixata ad altri cibi. Basta pensare a un piatto iconico come l’insalata caprese: qui la mozzarella viene tagliata e disposta in bell’ordine alternandola a pomodori, basilico e olio EVO. Resta inteso che in un caso simile è di fondamentale importanza puntare alla velocità di preparazione e alla freschezza degli alimenti.


In genere si pensa che la cosa migliore da fare per esaltare il gusto della mozzarella appena tagliata sia condirla con olio, sale e pepe mentre c’è chi invece ritiene che debba essere consumata ‘al naturale’ per esaltarne la perfezione. In genere quindi quando si presenta la mozzarella in tavola, sia in un piatto che nel contesto di un tagliere, è sempre bene evitare di mettere il condimento in anticipo, in modo tale da consentire ai commensali di seguire il proprio gusto. Spezie e sapori sono infatti questioni personalissime: ciascuno li interpreta come più o meno aggressivi e, di conseguenza, si regola da sé in merito alle quantità.

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